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La grafologia giudiziaria è in senso stretto quella branca della grafologia che si occupa di indagare se un determinato gesto grafico è riconducibile ad una determinata mano scrivente.

La richiesta di indagine può prevenire da un Giudice, dalla Procura della Repubblica, da parti privati e può riguardare tutti i casi di disconoscimento della propria scrittura e/o firma (assegni, scritture private, contratti ecc..), della scrittura e/o firma altrui (testamento olografo, lettere manoscritte, ecc..), o casi di ricerca della mano scrivente (lettere o scritti anonimi).

“oggetto di indagine è la ricerca della verità in merito all’autenticità o meno di una scritto manuale ed alla individuazione del falsario”. ( Bruno Vettorazzo)

Al fine di compiere tale indagine sono necessarie “specifiche competenze tecniche” (art.220 C.p.p.) e il grafologo giudiziario nella moderna e attuale concezione è, o meglio, deve essere un professionista dotato di tali competenze.

L’acquisizione delle “competenze tecniche” in capo al grafologo giudiziario è stata in passato affidata a differenti e disparati percorsi formativi che andavano dall’autodidattismo a corsi di poche ore fino anche a discutibili “Titoli Universitari” senza alcun fondamento accademico e poi aboliti.

Le figure professionali che venivano fuori da tali percorsi assumevano varie appellativi a partire da quella originaria e ormai desueta di “perito calligrafo” a quella più recente e più appropriata di “Perito Grafico”.

Con la nascita delle associazioni di categoria AGI (associazione grafologica Italiana)e AGP (associazione Grafologi Professionisti) è iniziato un percorso di riconoscimento sia della necessità che il grafologo abbia delle conoscenze tecniche appropriate e in generale della professione di grafologo.

Tale percorso ha avuto il suo epilogo con la legge n.4/2013, che ha dato veste giuridica alla figura del grafologo e conseguentemente alle associazioni professionali rappresentative la categoria che hanno unitamente indicato un determinato percorso didattico e formativo (per lo più triennale) per il conseguimento delle competenze grafologiche.

In tale ottica l’iter formativo del Grafologo giudiziario non può prescindere da una preparazione di base in campo grafologico e ovviamente da una solida specializzazione in grafologia giudiziaria.